FRATTASECCA

Provincia di Trento

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Artiglieria austriaca a Frattasecca

 

Posizionato a monte di Pejo Fonti nell’omonima località.

Inizio dei lavori il 25 maggio 1914 ( anche se i lavori di preparazione erano già stati effettuati a partire dal settembre dell’anno prima ).

Armamento principale:

Secondo le intenzioni originarie doveva essere armato con due obici da 10 cm in casamatta.

Cenni storici:

Nato per integrare l’azione dell’esistente Blockhaus Pejo, giustamente ritenuto insufficiente:

Costituisce base per la presentazione il decreto del Ministero della guerra sez nr. 1194 protocollo del 1909, il quale prevede a completamento dell’esistente Blockhaus Pejo la costruzione di un’opera a prova di bomba con due obici da 10 cm di portata ampliata in affusto in feritoia minima dietro casamatte corazzate, sul pendio della Cima Fratta Secca.

 

In seguito a ciò il compito assegnato al forte è anche quello di tenere sotto tiro, in cooperazione al Blockhaus Pejo, le vie di penetrazione in Val del Monte ed entrambi i pendii di questa valle, così da sbarrare la Val del Monte, la quale tramite la costruzione dello sbarramento del Tonale ha acquistato importanza.

Una volta valutata l’importanza del nuovo impianto, il Ministero della guerra diede le opportune disposizioni per la stesura dei progetti per le relative opere complementari. L’incarico, comprendente pure gli studi per il collegamento telefonico ed ottico tra il sottosettore Pejo e lo sbarramento del Tonale, fu affidato all’abile mano del cap. del Genio Adolf Gross.

I disegni così predisposti furono approvati il 14 aprile 1910 ( decreto ministeriale nr.374 ), e rinviati alla Direzione del Genio di Trento per la loro realizzazione mettendo a disposizione la somma di K. 210.000.

Tramite lo stesso decreto veniva pure stabilita la denominazione definitiva del nuovo forte. In proposito l’Ispettore generale del Genio feldmaresciallo Leithner ebbe ad osservare, nel suo rapporto del 26 marzo 1910:

Mi sorprende soltanto, che quest’opera viene ora chiamata dalla Direzione del Genio e della 8° sezione < Fratta Secca >, mentre nel decreto sez. 8 nr. 227 protocollo di quest’anno, la stessa viene chiamata Termenago.

Poiché quest’ultimo nome, derivante da M.ga di Termenago, forse è anche il nome di una persona, si potrebbe stabilire che l’opera debba chiamarsi < Fratta Secca > o, ancora meglio, Montozzo.

Le opere complementari, compresa la strada d’accesso alla posizione prescelta ( q. 1956 del pendio occidentale della Cima Frattasecca ), furono portate a termine l’anno seguente. In base ai risultati dell’Artllerieproyekt redatto nel gennaio 1911 dal cap. dell’artiglieria Karl Mitzka, che aveva già collaborato alla stesura dei progetti per i forti dell’altopiano di Folgaria e ideatore dell’osservatorio d’artiglieria Malga Milegna ( T.M.M. ), venne presa la decisione di mutare la dotazione prevista inizialmente, a favore delle costose torri corazzate girevoli < Skoda > per obici da 10 cm M. 09, in qualità di batteria principale del nuovo complesso.

Anche nel caso del forte Montozzo ( T.M. ), le discussioni relative alla sua conformazione furono controverse e portarono in sostanza ad un considerevole ritardo dei lavori, i quali, secondo i piani originari, sarebbero dovuti iniziare nel corso del 1911. Soltanto nel 1914, con decreto nr. 284 del 13 maggio, fu approvato il progetto elaborato dal ten. del Genio Anton Amorth, su osservazione che:

La proposta di una dotazione fortificatoria dell’opera T.M. maggiore di quella del forte Tonale deve sottostare a considerazioni economiche ( di conseguenza: spessori delle corazzate 250 mm, della copertura 2,50 m, muro frontale 3,00 m.).

Solo il muro di gola è da realizzare dello spessore di 2,00 m., vista la possibile reazione dell’artiglieria nemica.

Vero e proprio motivo d’interesse per il complesso del forte Montozzo sono indubbiamente le innovazioni tecniche, di portata non indifferente, che si sarebbero dovute introdurre con la sua erezione, quali l’installazione, nel fortino di controscarpa, di cannoni da 6 cm e di una mitragliatrice dietro un’unica corazza. Ma, in particolare nelle torri corazzate si intendeva effettuare un ribassamento dell’avancorazza, in modo tale che essa avrebbe foderato in tutta profondità il pozzo su cui poggiava la cupola: questo per assicurare una maggiore protezione al pezzo ed ai suoi serventi, nonché per garantire maggiore stabilità, in caso di bombardamento, all’intera Panzerkonstruktion.

In maniera concreta queste innovazioni poterono essere introdotte soltanto nel forte Serrada, sull’altopiano di Folgaria.

Difatti i lavori per la realizzazione del forte Montozzo, furono sospesi il 2 agosto 1914 a causa della mobilitazione generale.

La sospensione era, secondo un rapporto del dirigente ten. Amorth, <definitiva>.

Si optò tuttavia per la demolizione delle baracche e per l’erezione di un caposaldo per fanteria, dotato di due cannoni: opere che furono portate a termine in breve tempo, nel settembre dello stesso anno. Ormai la situazione critica in cui l’Impero austro-ungarico si trovò dall’agosto del 1914, sino allo scoppio del conflitto con l’Italia non fece che accellerare e intensificare i lavori di equipaggiamento per quello che l’amministrazione dell’esercito asburgico chiamava < Kriegfalle J >.

L’opera era stata progettata e doveva fare coppia con la gemella opera dirimpettatia di Barbadifiore (complesso Montozzo ). Lo scopo di queste fortificazioni era d’impedire un eventuale aggiramento a nord delle posizioni del Tonale, fino alla Valle del Monte e alla val di Pejo, attraverso la Forcellina Montozzo; sotto questa, gli italiani, più preoccupati del contrabbando che della preparazione bellica, avevano costruito una casermetta per la Guardia di Finanza, l’attuale rifugio Bozzi del CAI di Brescia.

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Notizie sull'opera:

Era chiamato in tedesco Werk Montozzo. Nel 1914 prese avvio lo splateamento per la costruzione dell’opera di Frattasecca che doveva essere permanente a prova di bomba. Resto però in sospeso e fu sostituita da una serie di appostamenti in roccia lungo il ciglio di monte della strada militare di Frattasecca.

 

 

La 2a compagnia degli Standschutzen di val d'Ultimo a Frattasecca 

 

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Vie d'accesso all'opera:

Dopo aver passato Pejo Fonti, proseguire lungo la val del Monte fino alla Malga Termenago di Sotto. Da qui parte il sentiero n. 124 che congiungendosi poi con il n. 122, porta alla località Frattasecca.

 

 

Postazione d'artiglieria leggera a Frattasecca