BATTERIA  VETTOR  PISANI

Provincia di Venezia

 

 

Vista aerea dell'opera

A nord-est della laguna di Venezia lungo il litorale del Cavallino in località Cà Savio, via Vettor Pisani.

La costruzione fu avviata nel 1912. 

Armamento principale:

Sei obici da 280/L disposti in barbetta su piazzole semicircolari. 

Armamento secondario:

Una postazione contraerea da 76/40 durante la Seconda guerra mondiale.

Cenni storici:

Fu così chiamata in onore del comandante supremo veneziano che nel giugno del 1380 sconfisse la flotta genovese di Pietro Doria, nella guerra di Chioggia.

Faceva parte del Gruppo Pordelio comandato dal Maggiore Nuccorini.

Fu in servizio durante la Grande Guerra,  vi era dislocata la 5a Compagnia E.P., 1° Regg. Art. Fortezza.

Durante la seconda Guerra Mondiale fu privata degli obici ed ospitò una postazione contraerea con quattro pezzi da 76/40 e partecipò ad un’azione di contrasto assieme alla vicina Batteria Amalfi, contro due corvette inglesi che si trovavano nella zona ed avevano aperto il fuoco. Da un documento del Comitato di Liberazione Nazionale risalente al maggio ‘45, si ricava che i partigiani ritrovarono nella batteria sei pezzi da 90 mm. ?

Dopo essere stata dismessa ospitò per diversi anni alcune famiglie civili. Nel 1951 fu rimosso il terrapieno che proteggeva il fronte-mare. Oggigiorno la batteria si trova in grave stato di abbandono. Naturalmente non mancano i continui atti di vandalismo da parte di ignoti, che hanno già provveduto all’asporto di tutto ciò che era possibile ed ora imbrattano di scritte o disegni murali la struttura.

Le piazzole degli obici della batteria ai nostri giorni 

 

Notizie sull'opera:

Si tratta di struttura particolare nel panorama italiano delle fortificazioni ( a San Nicolò del Lido c’è la gemella Marco Bragadin, in zona Cavallino la Vettor Pisani e a Sottomarina la Penzo). E’ composta da un corpo centrale lungo oltre m. 80 su di un unico piano, due torrette alte circa 8-9 m. e due ali laterali di altri m. 30 ciascuna con una terrazza su di una parte di essa, dove erano collocati gli impianti telemetrici e di osservazione.

Come già detto la descrizione dell’opera risulta difficile, si rimanda quindi alla piantina allegata. Il corpo centrale è costruito in conglomerato cementizio mentre per le ali sono stati usati anche mattoni. Tutti i soffitti sono a volta con intonaco. In quest’opera non c’è nessun richiamo architettonico, a parte i due pilastri del cancello. Un muro di recinzione avvolge l’opera nella parte anteriore e si collega alle due estremità delle ali.

Nel muro ci sono molte feritoie verticali per la difesa ravvicinata dell’opera. Anche questa batteria era collegata mediante la ferrovia a scartamento ridotto con la caserma-polveriera di Cà Vio dove venivano smistati i materiali provenienti da Venezia attraverso la laguna. 

Oltre alla opera gemella già citata, esiste anche la Batteria Saint Bon a Taranto e la Batteria di Torre Cavallo a Brindisi.

vettor pisani vista destra.jpg (93842 byte)Altra vista ai nostri giorni


Vie d'accesso all'opera:

Dopo essersi portati a Jesolo si prosegue in direzione Punta Sabbioni. Arrivati alla località Cà Savio si incontra un semaforo e si gira a sinistra. Dopo alcune centinaia di metri si incrocia sulla sinistra via Vettor Pisani e la si imbocca. Ancora dopo qualche centinaio di metri si trova la batteria.

 

Altre foto disponibili

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